storie di Milano viste da un quartiere

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Un edificio mondo, al 42

dicembre 10th, 2009 · 1 Comment

Più conosciuto di Palazzo Marino, più frequentato del Pirellone, più leggendario della Scala. Quello in viale Bligny 42 è forse uno dei più famosi e allo stesso tempo incredibili edifici di Milano.
Lo scuro tunnel d’ingresso è la porta che dà accesso all’edificio-mondo, dove non vivono ragazze e dove le incursioni della polizia sono frequenti. Mentre faccio le foto, mi trema un po’ la mano a pensare che questo posto ha visto due omicidi negli ultimi 3 anni. I citofoni non esistono, perché il quadro all’entrata è distrutto e sembra quasi un segnale per scoraggiare i visitatori. Nel cortile della prima stecca, due nordafricani se ne stanno in piedi appoggiati al muro e ci osservano, più incuriositi che minacciosi. Le quattro scale in cui si distribuisce l’edificio portano ai 240 appartamenti in cui è suddivisa la struttura. «Ma qui ci vivono molte più persone – dice Giampaolo, che ha da poco acquistato un appartamento nel palazzo – a vedere dai consumi di acqua si potrebbe dire che sono almeno un migliaio».
Scendiamo le scale costeggiando una parete che per metà è ricoperta di sputi e torniamo nel primo cortile alzando lo sguardo su una finestra. È la casa di Maurizio Cattelan. «Ci sono i battenti aperti, probabilmente è in casa. Anche se di solito è raro trovarlo qui». Più in basso, al piano terra, la sede della “Shake Edizioni” e la galleria di Emi Fontana (oggi chiusa). Il palazzo di viale Bligny 42 sembra un luogo dalle contraddizioni infinite: arte che convive con il degrado, studenti e intellettuali che vivono insieme con spacciatori e transessuali. Il tutto a due passi dal centro (la stessa via della Bocconi) in una zona dove le case valgono almeno 6 volte il prezzo a cui puoi acquistarle qui. Si racconta anche che l’edificio sia stato la dimora di un’amante di Renato Vallanzasca, che vi abbiano trovato rifugio nuclei delle brigate rosse e che fosse presente una cellula di Al Qaeda.

Due storie, poco leggendarie e molto umane, possono invece far capire cosa sia veramente Bligny 42. Durante la partita dei mondiali Egitto-Brasile si racconta che il complesso si sia trasformato in una piccola San Siro, con i nordafricani delle scale 1 e 2 da una parte e i transessuali brasiliani delle scale 3 e 4 dall’altra, a lanciarsi urla e insulti. Oppure il Ramadan, come racconta la signora Pia (portinaia e figura chiave dell’edificio) nel libro “Cronache dell’abitare”: «Sai quante volte me l’hanno chiesto il cortile per ammazzare l’agnello? Avrebbero anche pulito, ma era proprio l’uccisione dell’agnello che gli italiani non hanno voluto. Però loro l’hanno fatto comunque, in casa».

Tags: viale Bligny

1 response so far ↓

  • 1 oriana // dic 19, 2009 at 2:56 pm

    qualche anno fa l’amministratore del condominio aveva appeso un cartello all’esterno del portone che diceva: .

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