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Tibi, il re sotto i portici

gennaio 9th, 2010 · 1 Comment

Immobile. Non come quegli altri, usurpatori, che si fanno belli davanti ai turisti con mosse, saluti e toccamenti. La statua umana deve stare immobile, è una questione di professionalità. Ed effettivamente Tibi, 26 anni rumeno, sta immobile. In corso Vittorio Emanuele il suo costume da re è il più bello, il più sontuoso. “Perché fotografarmi? Se mi vedono, poi vogliono copiarmi tutti”. La sua principale preoccupazione è questa, che gli altri possano rubargli le idee. “Quando sono arrivato in Italia 10 anni fa, ero uno dei primi a fare questo mestiere. E le idee per i costumi erano tutte mie”. Il primo fu quello di Dante, che poi è stato anche il primo ad essere rubato.
Ha appena finito il turno in corso Vittorio Emanuele, dietro una viuzza ad angolo apre la sua valigia e abbandona i panni della statua: “Quando sono arrivato in Italia ho fatto il muratore per tre mesi, ma il padrone non mi pagava. Ho mandato al diavolo tutto e ho cominciato a fare questo lavoro”. Fronte bassa, muscoli guizzanti, occhio sveglio da monello. Mentre parliamo si interrompe per fare delle boccacce ai passanti, quando sono girati, e mentre lo fa sembra divertirsi come un matto. Tibi assicura di avere un diploma professionale acquisito in Romania, ma come fa se è arrivato in Italia a 16 anni? Ci mostra la sua carta d’identità con su scritto: “professione: artista di strada”. Insieme con lui lavora Mihail, anche lui romeno, nei panni di Casanova. Gli dà il cambio dopo tre ore, in questo modo coprono le ore di punta. Tibi si diverte a maltrattarlo un po’ davanti a me.

Si asciuga l’ultimo residuo di crema bianca sul volto, dà un tiro alla sigaretta e aggiunge: “Adesso vorrei andarmene”. E dove? “Tornare in Romania, a casa. Ma ho la ragazza italiana e lei là non ci vuol venire”. Perché? “Perché ha paura”, sorride.

Tags: corso Vittorio Emanuele

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