storie di Milano viste da un quartiere

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L’integrazione tra una serranda e l’altra

gennaio 14th, 2010 · No Comments

di Edoardo Cavadini

Un po’ Camden Town, un po’ casbah, un po’ vecchia Milano. Quel che è certo, osservatorio privilegiato per chi vuole sentire che sapore ha l’integrazione. Allungata tra Piazza della Repubblica e Corso Buenos Aires, via Panfilo Castaldi è un crocevia gastronomico che non ti aspetti. Al riparo dai circuiti turistici, mantiene le vestigia di un commercio di quartiere, con l’elettricista ripara-tutto (Formenti, della famiglia Bulgarelli da tre generazioni) e il tecnico specializzato in vecchi tubi catodici (Stock Radio).
Ma è sul fronte culinario che il flâneur in cerca di ristoro avrà soddisfazione. Le stazioni dove soddisfare la curiosità dei sensi si rincorrono in un giro del mondo sulla punta della lingua. Marocco (“Marrakesh”, narghilè-bar molto chic), India (un market dove tra spezie e papaye spunta anche un Cristiano Malgioglio, affezionatissimo cliente), Tunisia. E poi Toscana, Puglia (uno scorcio golosissimo sulle burrate andriesi), la Napoli più verace (“Babà Napoli” dice tutto).

Un melting pot che ha trovato il suo equilibrio tra una serranda e l’altra, rappresentato al meglio dal kebab servito all’ “Oasis” – senza tema di smentita uno dei migliori in città –, figlio della passione di un tunisino di mezza età e di sua moglie. Pugliese doc, ovviamente.

Tags: via Castaldi

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