storie di Milano viste da un quartiere

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L’imbarazzo che non tracima mai

gennaio 24th, 2010 · No Comments

La musica parte lenta. Suoni new age, lontani, fatti apposta per non essere invasivi. I corpi cominciano a muoversi quasi subito, come avessero fretta di fare questa nuova esperienza. Molli, come matite senz’anima che cercano di appuntarsi scivolando l’una sull’altra.
In viale Coni Zugna, al 4, c’è Casa Strasse. Non darò una definizione delle persone che l’hanno messa su perché il solo pensiero di trovarne una che possa essere adatta, mi stanca – tanto è difficile. Vi basti sapere che sono giovani e che hanno voglia di fare avanguardia a Milano. Avanguardia in tutto: danza, arte, vita. La Contact Jam ne è un esempio.
Che non c’è una coreografia si capisce subito: uomini e donne si toccano senza fare alcun passo di danza vero, semplicemente mettendo a contatto la maggior superficie possibile del proprio corpo. L’imbarazzo è sull’orlo, sempre pronto a tracimare quando mani incontrano testicoli, natiche incontrano guance e seni incontrano seni. Ma non arriva mai, scacciato da un’aria di rilassamento artistico, quasi mistico. Solo l’espressione di una fisicità pura è consentita: i loro corpi si intrecciano, si accarezzano, si affilano a vicenda. Per cinque ore.

La Contact Jam deriva dalla Contact Improvisation, inventata negli anni settanta dal ballerino e coreografo americano Steve Paxton che l’ha definita «non una struttura di movimenti codificati, ma ricerca nella essenza degli stessi».

Tags: viale Coni Zugna

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