storie di Milano viste da un quartiere

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Fraus legis Mediolani

marzo 22nd, 2010 · No Comments

Una parete con la sua storia. Neanche me lo chiede, perché gli sembra naturale che quella parete sia la prima cosa che devo vedere. Una parete dove – con tratti lunghi, morbidi e nebulosi – ha disegnato l’allegoria di un percorso, i passaggi obbligatori nella vita di un giovane avvocato, dal diritto romano all’esame di stato. La sua storia, appunto.
Domenico non è un writer. Frode non è un avvocato. Lui non riesce a essere entrambi, ma forse è proprio lì il bello. Due vite inconciliabili che procedono parallelamente nella stessa persona, nello stesso corpo, nella stessa testa, senza incontrarsi mai. Anzi no, quasi mai. Davanti al suo dipinto in via Venosta, mi racconta che è stato prima writer che avvocato. Studiava legge ok, e voleva diventarlo ok, ma non poteva sapere che quel dipinto – proprio quello, su quella parete – glielo avrebbe consentito. Ve la faccio breve: lo hanno beccato, gli hanno fatto un processo e il suo avvocato d’ufficio, dopo quel processo, gli ha dato il praticantato. Ma è l’unico episodio, davvero. Per il resto Frode ama soltanto i muri da colorare e il giovane Domenico sogna addirittura di diventare magistrato.

C’è una cosa che non gli ho mai chiesto e un po’ me ne pento: chissà se, dopo aver taggato un muro, condannerebbe se stesso.

Tags: via Venosta

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