Ignace è un nome insolito per un marocchino. Ma il suo sorriso – scavato da una fila perfetta di denti bianchi in un volto magro e mulatto – non lascia spazio a dubbi. All’altezza della fermata di Sant’Agostino, Ignace – 28 anni, permesso di soggiorno regolare – distribuisce volantini ai passanti. C’è il mercato e la campagna elettorale è al culmine. Quelli che ha in mano non sono dei volantini qualunque: sono di Renata Galanti, candidata all’elezioni regionali per la Lega Nord. «Io non sono della Lega – spiega Ignace – lavoro per un’agenzia pubblicitaria e consegno quello che mi danno da consegnare. Non capisco perché tutti si stupiscono così tanto, alla fine faccio soltanto il mio lavoro».
E’ loquace. Mi racconta della sua vita, degli italiani, dei marocchini, della sua fidanzata italiana, della sua casa a Rozzano. Mentre parliamo un signore si ferma, osserva il simbolo della Lega Nord e si rivolge a Ignace: «Ma come fai a consegnare questa roba? Non sai che sono razzisti? Va bene lavorare, ma ci vuole testa…», e si allontana senza neanche aspettare una risposta. «Ecco, quelli che fanno così non li sopporto – dice sottovoce Ignace – si permettono di giudicare senza sapere niente, senza conoscermi. Io ho una laurea il letteratura araba, con i volantini ci pago l’affitto di 600 euro al mese».
Basta una mossa – sistemarsi il cappellino azzuro – e il sorriso gli torna automaticamente. «Comunque io sono di sinistra, e questi volantini li prendono soltanto gli anziani».



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