E’ una chiesetta scavata in via San Gregorio, una manciata di stanze che danno su un piccolo cancello cui si accede da una rientranza dei palazzi. Dico scavata perché in quel luogo la devozione è tanta – e tanto cieca – che non mi stupirei se i fedeli si fossero messi a scavare con le mani nel cemento per ritagliarsi quell’angolo di preghiera estrema. E poi con quelle stesse mani insanguinate si fossero inginocchiati a pregare.
Là, in quella chiesa ortodossa dedicata a San Nicola, dicono che ha pianto una madonna. Lacrime, acqua. Sgorgate copiose da un’icona misteriosa costruita da monaci ortodossi. Per uno con il cuore ateo come il mio, apparentemente non c’è niente da vedere. Ma osservare i personaggi che sfilano e saltellano intorno a questa madonna è un’esperienza unica. E poi il parroco si chiama don Abbondio e la cosa crea un grottesco perfetto.
Che l’ambiente sia un po’ partigiano si capisce dall’altra madonna, quella che sta accanto: anche dai suoi occhi partono due righe di pianto. Ma quella è la copia di un’altra Maria, sorride il giovane parroco, che ha pianto in un’altra chiesa e in un altro paese. Nascondo il mio scetticismo e continuo l’indagine. C’è una sensitiva (che lei quell’icona l’aveva vista lacrimare già una dozzina di volte ma nessuno le voleva credere) e ci sono i miracolati che hanno speso ore e giorni in attesa di quelle lacrime e che adesso vogliono la loro dose di provvidenza.
All’improvviso una ragazza scoppia a piangere. “Ha ritrovato la fede, ecco il vero miracolo!”, dice il giovane parroco. Capisco che forse ho indagato abbastanza e me ne esco, con in tasca un santino della madonna che piange. Li aveva distribuiti prima don Abbondio.



2 responses so far ↓
1 Umberto // mag 13, 2010 at 1:25 pm
Temo ti manchi qualche passaggio elementare e fondamentale per parlare meno a vanvera. Potresti cominciare proprio da Tolstoj. Mai sentito?
2 Luca A. // mag 14, 2010 at 12:40 pm
Interessante riflessione Umberto. Ma dato che l’autore si professa ateo non credo avrà giovamento dalla lettura del Lev Nikolaevič, no?
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