storie di Milano viste da un quartiere

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La Milano da bere è un cocktail a 2 euro

maggio 22nd, 2010 · No Comments

Questa non è una storia per vecchi. Ma non tanto perché si scandalizzano subito a parlare di alcool, quanto perché chi ha più di quarant’anni difficilmente la capirebbe.
Via Borromini, angolo via Tibaldi. Il Subway bar lo riconosci per le luci basse e le migliaia di scritte sparse ovunque negli interni, sui muri e sui tavoli. Scritte che sono tag, ma anche semplici dichiarazioni d’amore incise con le chiavi. Sembrano tante cicatrici guadagnate sul campo di battaglia che nobilitano il volto di un guerriero. Ma qui la guerra è un concetto lontano, se non quella quotidiana, quella che si combatte tutti i giorni nell’arena di questa città.
Giek (e non jack) è il capo, quello che fa i panini e che comanda tutto. Con occhio vigile ha visto passare nel suo locale generazioni di giovani, skater, alternativi, writer, studenti, punkabbestia. E non c’entra nulla la movida, non c’entrano nulla i tacchi a spillo e i pr. Qui la Milano da bere è un cocktail a 2 euro. Fiumi di distillati mescolati a bevande gasate scorrono ogni martedì e giovedì in bicchieri di plastica. Un’isola felice, nascosta in quella cerniera che separa lo chic dalla vita vera e che si chiama circonvallazione. Un luogo da autoctoni che trasuda vita vissuta da ogni angolo e che i più affezionati non ci tengono a pubblicizzare molto. “Se ci vado dopo le dieci di sera è già tutto occupato, un tempo era territorio indisturbato fino almeno alle undici e mezza. Ora si sparge la voce e addio cocktail a 2 euro”.

In alto sulla sinistra un vecchio telelvisore a scatolone grigio. Trasmette un b-movie muto che fa la parodia a un successo hollywodiano di qualche anno fa. “La tv? Non ho l’antenna – dice Giek – e faccio vedere qualche vecchia cassetta che ho io”.

Tags: via Borromini

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