storie di Milano viste da un quartiere

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Soltanto la polvere e uno strano sapore di sangue

giugno 5th, 2010 · No Comments

In sette anni fai tutto il liceo e due anni di università. In sette anni t’innamori, vai in crisi e ti rinnamori. In sette anni cambi la voce una volta, i capelli 3 o 4, l’umore migliaia. Sette anni vedono passare così tanta vita che a pensarci ti viene il magone. Ma a volte, in sette anni, non succede nulla. Questa è la storia di un buco. Meglio, di una voragine.
In viale Umbria, arrivando da sud, improvvisamente l’ombra dei palazzi finisce. Prima di poter vedere il cantiere, il cervello già avverte l’enormità di quello spazio. Sette anni sono passati da quando il cantiere di Porta Vittoria è stato aperto. Una biblioteca europea, dicevano, e tanti bei giocattolini – centri commerciali, case e uffici – per fare contenti tutti. Certo, poi si sa: la finanza, i giochi di potere, le partite che si giocano sopra la nostra testa e noi che non possiamo capirle. Un vortice di compravendite che, sin dal 2002, ha coinvolto gente come Zunino e Coppola. I lavori del cantiere che si fermano nel 2007 perché Coppola viene arrestato per bancarotta fraudolenta. Nel novembre dello scorso anno, l’area che torna ancora nelle mani di Coppola per 134 milioni. Certo, tutto questo. Poi però ad affacciarsi su quell’abisso sono le persone reali che vivono nel quartiere, ci fanno la spesa, ci vanno in bicicletta. Non le sagome dei faccendieri di cartone. E come si fa a biasimare chi si sveglia la mattina e pensa che non sià poi così normale vivere di fianco a ruspe e gru che grattano un buco grande quanto un paese di campagna?

Ci sono passato recentemente. Se ti affacci e respiri, in bocca ti rimane soltanto la polvere e uno strano sapore di sangue.

Tags: viale Umbria

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