storie di Milano viste da un quartiere

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Si sparavano dai balconi

luglio 18th, 2010 · 2 Comments

Il cortile è un grande desktop decadente aperto sulla periferia. Ciascuna delle cento, mille finestre incastrate sulle facciate color marroncino è una porta d’accesso a vite magre, affaticate, consunte da decenni di sopravvivenza. In via Lope de Vega, cuore della Barona, si parla solo in arabo, meridionale e slang. I linguaggi delle case popolari.
Qualcuno si affaccia, facce torve, sguardi interrogativi. Sono un forestiero in un micropaese dove si conoscono tutti e ogni mio movimento è seguito a vista. Non ce l’hanno con me, soltanto mi guardano come un animale strano, come un gruppo di indigeni guarderebbe un esploratore. Dura qualche secondo, poi tornano a spingere i passeggini, ad accendere gli scooter, a legarsi i capelli alti sopra la nuca con le ciocche che penzolano sopra orecchini larghi e rotondi. I ragazzi in maglietta attillata all’ultimo grido, le donne in vestitini sdruciti comprati al mercato. Qui anche il dress code è capovolto.
Negli anni 70, quando questi due palazzoni di popolari furono costruiti nel nulla, il primo doveva essere assegnato a chi era in lista. Fu preso d’assalto dagli abusivi e gli assegnatari, per non restare a mani vuote, occuparono il secondo. Oggi Lope de Vega va avanti, nonostante la Milano che le è cresciuta intorno. La guarda, come un corpo estraneo, ma non se ne cura molto. Lo stesso l’Italia, lo stesso il mondo. Con tutti i suoi abitanti impegnati a vivere lì, in quel mega complesso, senza fare niente e spingendo i soliti passeggini. Convinti che la vita, forse, non continui nemmeno oltre il marciapiede.

“Oggi in Lope de Vega hanno messo le cancellate per difendersi da chi viene da fuori – mi racconta un amico – dieci anni fa era il contrario, c’era da aver paura a passare di lì. Si sparavano dai balconi”.

Tags: via Lope de Vega

2 responses so far ↓

  • 1 CRiy // nov 2, 2010 at 12:46 pm

    Oddio è strano vedere parlare di una zona dove anche io ne faccio parte , e lo è ancora di più se parlano della famosa Lope de Vega, io fortunatamente non ci abito li,ma di fianco, dico fortunatamente perchè in quel posto ne sono successe di cose,pensa che fino a pochi anni fa c’era una scuola chiamata della pace dove anche io ne facevo parte ma per non so quale motivo l’hanno tolta. Ne conosco gente che abita la ma non ho mai avuto un rapporto così stretto con loro in quanto i ragazzini pensano di essere dei gangster,e le ragazze non ne parliamo.. ma non voglio offendere nessuno. Dico però che di gente normale ce n’e ben poca, ma ce n’è, in fondo nessuno è normale in questo mondo :D

  • 2 CRiy // nov 2, 2010 at 12:53 pm

    ah comunque complimenti per il blog e una precisazione, forse tu stavi parlando dell’altra lope de Vega dove se passi lungo il marciapiede si vede il cortile io invece stavo parlando dell’altro stabile dove il cortile è interno comunque fa niente..

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