storie di Milano viste da un quartiere

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Morire a Cenisio

agosto 29th, 2010 · No Comments

Nella storia di Veronica C. c’è una parola che ritorna in maniera ciclica, insistente. Questa parola è “putrefatto”. Putrefatto era il suo corpo, ritrovato dai vigili del fuoco nel suo monolocale quando i vicini hanno chiamato perché sentivano cattivo odore. Due colpi con un coltellaccio – uno alla pancia e uno alla gamba -, sangue rappreso ovunque. Il corpo lasciato lì, tra il muro e il letto, come una maglietta usata. E putrefatta.
Ce n’è un’altra, di parole, che si fa insistente fin dalle prime ore del ritrovamento. Puttana. Veronica C. era una puttana brasiliana che faceva entrare i clienti in casa sua, in via Salvioni a Cenisio. Come l’odore di un corpo putrefatto che si infiltra nelle narici dei vicini, la notizia che fosse una puttana si diffonde tra l’opinione pubblica e allenta l’interesse sul giallo. A pochi interessa chi uccide una puttana, i parenti in Brasile non vogliono parlare, non ci credono o forse addirittura non sono interessati. I giornali e le tv hanno la memoria corta. Solo un prete prova a fare un’ipotesi, a lanciare una pista. “Veronica si prostituiva attraverso i siti internet, magari è stata contattata dal suo assassino proprio così”. Ma non è convinto nemmeno lui e su tutta la storia scende una spessa coltre di indifferenza.

A Milano si può morire anche così, accoltellati e dimenticati da tutti. E’ successo a Luglio e Veronica C. è morta a 45 anni. A consolarla, solo un cartellino agganciato al pollice di un piede.

Tags: via Salvioni

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