Arriva dal fondo di via Colico con la sua andatura ballonzolante. Scarpe da ginnastica, jeans, maglietta a maniche corte (bene in vista il marchio del Woodstock 2010, meeting nazionale dei grillini). Sulle spalle un borsone scuro, in testa un cesto di riccioli neri, spettinati ma belli. Niente di più lontano da un aspirante Sindaco, verrebbe da pensare. Eppure Mattia Calise, candidato del movimento a 5 stelle di Beppe Grillo alle prossime comunali, può sfoggiare delle armi che i suoi avversari farebbero carte false per avere: vent’anni, un sorriso spontaneo stampato sul volto h24 e un’energia fuori dal comune.
Una giornata come tante, in una campagna elettorale come poche. Ore 12, il primo appuntamento è un’intervista a Milanow, nella sede di Telelombardia. «Prima di venire qua mi sono letto le novità di giornata, devo essere sempre preparato». Posa il borsone su uno seggiolino, apre la cerniera e svela il suo primo segreto: una telecamera digitale. «La porto sempre con me quando vado in giro, faccio video inchieste che poi metto su youtube. Fondamentale per la mia campagna elettorale». Poi entra in studio e si concede all’intervistatore. Trenta minuti secchi, una stretta di mano e via al prossimo appuntamento. Sotto, ad attenderlo, c’è il camper di Renato Plati, grillino anche lui, arrivato secondo alle primarie interne. Non è invidioso di Mattia, «siamo come una squadra e poi lui è stato eletto in modo democratico». Anche se definirlo democratico è un eufemismo: le primarie grilline si sono svolte in diretta streaming, con un’elezione pubblica svolta secondo la regola di Condorcet, ovvero un metodo matematico che attribuisce un punteggio a tutti i candidati e che «restituisce al meglio il giudizio dei votanti».
Con il camper, quando il lavoro glielo permette, Renato scorrazza Mattia su e giù per la città. Sul cofano, sulle fiancate e sul retro ha fatto mettere lo stemma del movimento a cinque stelle, «così facciamo anche campagna elettorale itinerante – spiega Renato – comodo ed economico». Per loro, la corsa alle elezioni è innanzitutto un’avventura: soldi non ce ne sono (appena 10mila euro raccolti con autofinanziamenti), il tempo è quello che è e gli avversari sembrano Golia contro Davide. Il 90 per cento è lavoro sodo su Internet, tra siti web e social network. Ma più è dura, più si galvanizzano: «Vorremmo poterli sfidare, la Moratti e Pisapia, in un dibattito pubblico, serio, aperto. Il problema è che si rifiutano sempre».
Ore 15, lezioni di batteria dal maestro in via Caccialepori. Lo aiutano a stare coi piedi per terra, insieme all’università («studio la notte e settimana scorsa ho dato due esami»), agli amici e al karatè. La normalità di Mattia è una serie di dettagli che raramente si vedono in politica. Timido, benché sicuro di sé. Si fa trovare subito, senza filtri, e ha addirittura messo il numero di cellulare (vero) sulla pagina Facebook. Pensa seriamente a cercarsi un lavoro per il futuro, perché sa già che la politica non sarà il suo mestiere. E poi non nasconde le emozioni, le debolezze, le paure. Come quelle iniziali, quando si è sentito schiacciato dal peso della responsabilità dopo l’investitura ricevuta dai suoi compagni. «Ma poi è stato più semplice, con gli altri non sono mai solo». Obbiettivo della lista, entrare a Palazzo Marino con almeno un rappresentante in consiglio. Abbordabile, considerato che possono contare su circa 8mila voti blindati degli iscritti milanesi al sito web, più circa 4mila “simpatizzanti”.
Al centro della sua campagna elettorale – escluso il mantra sulla trasparenza e sull’autoriduzione degli stipendi dei consiglieri – anche delle proposte concrete: costruire un’infrastruttura in fibra ottica che rimpiazzi la rete Metroweb, un piano serio per le biciclette e un progetto antitraffico. Grillo rimane sullo sfondo. È sempre un guru ma «il movimento si regge sulle proprie gambe». Stuzzicato su chi preferisce tra Moratti e Pisapia, Calise non batte ciglio: «possono anche essere delle ottime persone, ma devono rispondere entrambi a dei partiti politici e a noi questo non interessa». E quando gli si fa notare che, probabilmente, i suoi sono voti tolti a Pisapia e che avvantaggiano la tanto criticata Moratti, fa spallucce: «non possono rifarsela con noi se perdono voti».
Ore 17. Dopo l’ennesima intervista e dopo una giornata estenuante, si avvia verso la metro: «vado a recuperare la macchina, alle 19.30 ho lezioni di karatè. Dopo torno a casa mia, a Segrate, e per stasera vediamo: o una riunione on-line del movimento o una birra con gli amici». Spalle larghe.



2 responses so far ↓
1 Antonio Adamo // apr 27, 2011 at 10:06 pm
bel commento e bel ritratto di Mattia e Renato. Forza ragazzi!
2 the windigo » Elezioni a Milano, la campagna elettorale più pazza del secolo // mag 13, 2011 at 9:38 am
[...] poster “via le Br dalla procure”. E’ stata la campagna elettorale che ha visto un ventenne gareggiare per la corsa alle urne, senza soldi, una manciata di manifesti e un paio di profili [...]
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