Tutte le mattine, poco prima delle undici, Salman apre la prima serranda a metà. E già a quell’ora via Giambellino, nel tratto che va da piazza Napoli a via Tolstoi, profuma di carne arrostita e cipolla cruda. Ufficialmente si chiama “Anatolia Doner-kebab”, ma tutti nel quartiere lo conoscono come il kebabbaio di via Giambellino. Il negozio di Salman Gozudok è ormai un’istituzione per chi vive e lavora in questa zona di Milano: studenti, operai, puttane, impiegate, grafici, professionisti e spacciatori.
Salman non soltanto fa i kebab più buoni di tutta Milano (li prepara tutte le mattine nel negozio, uno spiedo di pollo e uno di vitello) ma è anche il più simpatico fra tutti i kebabbai che ho conosciuto. Di lui so che ha 23 anni, una moglie e una figlia, un bel giro di affari col suo negozio. E’ qua da 8 anni e ha sempre fatto questo mestiere. Ogni agosto se ne torna in Turchia per un mese di mare. Il suo negozio è sempre aperto, sette giorni su sette, dalle 11 a mezzanotte, “ma la domenica, quando finiamo un po’ prima, andiamo a giocare a calcetto”. Ultimamente pare siano a corto di giocatori. Salman non vende alcolici e la frase che campeggia nel negozio (BISMILLAHIRRAHMANIRRAHIM) significa più o meno: “nel nome di Allah il misericordioso, il compassionevole” ed è la prima frase del Corano.
“Per me con tutto, ma poca cipolla. E una coca zero”.



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