Ora che sono svuotati, si può vedere. Non avrei mai immaginato che l’anima dei Navigli fosse un archivio putrescente di vita vissuta, un agglomerato melmoso di eventi accaduti lungo le sue sponde. Eppure è così. Camminando lungo l’Alzaia Naviglio Grande, all’altezza della Fiera di Senigallia, ne vedo uno, poi due, tre. Sono i divieti di sosta, avvinghiati dalla vita subacquea milanese fatta di alghe viscide, pesci invisibili e qualche papera sparsa qua e là. E mentre la mia mente immagina una battaglia epica fra residenti e commercianti dove le armi sono i divieti di sosta, vedo un cestino della spazzatura, uno di quelli pubblici in ferro, abbracciato da un lenzuolo di alghe. Nell’immobilità della scena sembra che voglia urlare con quella sua bocca spalancata. Quale forza sovrumana può averlo sollevato e gettato nel naviglio? E per scagliarlo contro chi o cosa? Proseguo e guardando in basso mi rendo conto che le storie possono essere un’infinità: un disco rotto, una busta piena di libri, un vaso con la pianta ancora dentro.
Avvicino un residente e dico: “Ha visto tutti quei cartelli in acqua?”. “Quelli? Sarà stato il vento…”



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1 Luciano Bartoli // ott 31, 2009 at 6:03 am
Il vento, la maleducazione, la dilagante imbecillità adolescenziale, potrebbero giustificare la presenza dei cartelli di divieto ( divieti di sosta posizionati privatamente per l’utilizzo momentaneo di suolo pubblico ), di cassonetti per l’immondizia ed altri oggetti che decorano il fondo del Naviglio.
Ma le alghe ?
Negli ultimi anni però, per rispondere
positivamente alle richieste di nuovi usi dei
Navigli (Navigazione Turistica) il Consorzio
ETVilloresi aveva accettato una
sperimentazione per ricorrere solo ad asciutte “parziali”.
I tecnici consortili, a dire il vero, hanno più
volte e in più sedi sollevato il problema che le
asciutte totali sono necessarie in tutti i canali
per garantire la manutenzione ma soprattutto
nei Navigli che non hanno il fondo impermeabilizzato e quindi necessitano di manutenzioni ancor più assidue.
Nonostante ciò il Consorzio ETVilloresi
alla fine ha aderito alla sperimentazione accettando i costi superiori necessari. Ora
però questi costi stanno raggiungendo
livelli ingestibili.
Per il solo Naviglio Grande nel periodo
2005-2008 si è passati ad un costo
per il taglio delle alghe da 101.000 euro a 192.000. Ormai praticamente tutto il
canale è interessato al fenomeno e nel 2009
siamo già oltre i 150.000 euro di spesa.
Questa situazione ha rischiato di precipitare
nella prima metà di giugno quando i normali
interventi non si sono rivelati sufficienti a garantire il deflusso delle acque.
Si è dovuti così intervenire con tutti i mezzi
disponibili e con uno sforzo straordinario che
per fortuna in extremis è riuscito a sbloccare
la situazione. Ora per tenere sotto controllo
la crescita le barche stanno continuando a tenere
tagliate le alghe ma il Consorzio ha deciso e comunicato a tutti gli enti interessati che si procedeva ad un’asciutta totale per poter effettuare lavori di manutenzione
straordinaria adatti a sradicare ovunque possibile le alghe.
Per risolvere il problema delle alghe in modo strutturale, il Consorzio
ETVilloresi si è attivato in più modi:
con un incarico ad un tecnico specializzato dell’Università • Bicocca per lo studio del fenomeno, delle sue cause e delle possibili soluzioni, • con lo studio di nuovi mezzi nautici da lavoro che possano migliorare le capacità di intervento e l’obiettivo di acquistare almeno un prototipo in breve tempo.
La ricerca è appena stata consegnata (22 giugno 2009) e le conclusioni si possono così
riassumere:
• le cause probabili della diffusione delle alghe sono il differente regime delle asciutte e in parte molto minore alcuni scarichi che aumentano
la quantità di fosforo nelle acque del Naviglio; l’assenza di asciutte totali in particolare genera una capacità di crescita negli anni che può generare l’improvvisa esplosione del 2009 perché solo l’asciutta danneggia irreparabilmente le radici; questo tipo di alghe
poi strutturalmente facilità la crescita del limo di fondo generando anche un innalzamento del livello del canale.
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