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	<title>storie di Milano viste da un quartiere &#187; via Vasari</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 17:21:33 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.giambellinotolstoi.it/wp-content/uploads/2010/05/bobo.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-291" title="bobo" src="http://www.giambellinotolstoi.it/wp-content/uploads/2010/05/bobo-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Già so che qualcuno protesterà: &#8220;bella storia di Milano questa!&#8221;. Eppure il fatto che Bobo Rondelli &#8211; livornese di nascita, emiliano mezzo sangue &#8211; abbia solcato per la prima volta un palco in questa città è un evento quasi storico. Ovvio, non si parla della Storia con la S maiuscola che fa mostra di sè nei libri, ma di quella popolare che si aggira nei bassifondi e respira nebbia.<br />
Bobo Rondelli è un artista. Di più. Un grande artista. Suona, canta, recita, scherza, ride, offende. E tutto questo lo fa in un modo che è difficile da spiegare, quasi come faceva Maradona col pallone: in maniera naturale, semplice, perfetta. Seguendo geometrie del pensiero che ci sono sconosciute, ma che &#8211; una volta messe in pratica &#8211; risultano meravigliose. Poi quando scende dal palco è scontroso, cupo, scostante. Come se il suo corpo dicesse che lui sta bene solo quando è su.<br />
Ma Bobo Rondelli è anche uno di quelli che non ce l&#8217;ha fatta. Nonostante le sue capacità superiori alla media degli artisti italiani è sempre stato ignorato dal giro grosso. Un po&#8217; per il suo caratteraccio, un po&#8217; per la sua incapacità di scendere a compromessi. Ogni centimetro di carriera se l&#8217;è guadagnato col sangue e il sudore dei concerti e dei dischi. Ha scritto un album a quattro mani con Stefano Bollani (“Disperati, intellettuali, ubriaconi”), Paolo Virzì gli ha dedicato un documentario (“L’uomo che aveva picchiato la testa”) e quest’anno è stato tra i cinque finalisti del premio Tenco. Così, a 47 anni, a Milano &#8211; la piazza grossa &#8211; c&#8217;è arrivato per la prima volta ieri. Lunedì 17 maggio 2010, al Teatro Parenti in via Vasari.</p>
<p>Visibilmente emozionato, ha fatto scintille. E la piccola comunità dei livornesi a Milano era tutta lì ad applaudirlo. &#8220;Grazie Bobo&#8221;.</p>

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