Riforma pensioni: le ultime novità

Pubblicata la manovra di Bilancio 2017 si concretizza così la riforma sulle pensioni.

 

Il 21 dicembre è stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale la Legge di Bilancio che entrerà in vigore nel 2017. La legge rende ufficiale la riforma delle pensioni, da tempo attesa da tanti lavoratori. Andiamo a vedere quali sono le novità introdotte.

Iniziamo dalla cosiddetta ottava salvaguardia per gli esodati. L’intervento dovrebbe essere l’ultimo in tutela di questa categoria. Circa 30700 lavoratori potranno andare, in via eccezionale, in pensione con le vecchie regole, ovvero quelle antecedenti la legge Fornero. Per sapere nel dettaglio gli aventi diritto vi invitiamo ad informarvi ulteriormente.

Si estende l’età delle donne che possono accedere all’opzione donne. Infatti potranno usufruire della pensione anticipata le donne che appartengano all’ultimo trimestre 1957/1958 e abbiano maturato i contributi necessari, ovvero 35 anni di anzianità, entro il 31 Dicembre 2015.

Anche coloro che svolgono lavori usuranti, come per esempio i conducenti di veicoli per il trasporto pubblico o i lavoratori notturni, avranno diritto all’anticipo pensionistico. I vincoli sono aver svolto l’attività usurante per 7 anni negli ultimi dieci di attività lavorativa oppure per almeno metà della vita lavorativa totale. Ovviamenteoccorre aver raggiunto i 35 anni di anzianità.

Altra novità è l‘aumento della quattordicesima. Come aveva annunciato il ministro Poletti, la quattordicesima mensilità, per i trattamenti minimi aumenterà del 30%. Inoltre sarà anche estesa la platea degli aventi diritto. Quest’ultimi però senza l’aumento prima menzionato. I requisiti per accedere alla misura dipendono dalla somma dei redditi percepiti, non considerando assegni familiari, indennità varie e trattamenti di fine rapporto.

L’Anticipo Pensionistico, anche noto come l’APE

Infine parliamo del tanto chiacchierato APE. Misura che entra in vigore in via sperimentale solo per due anni e a partire da Maggio 2017. L’APE permette di andare in pensione in anticipo secondo determinate condizioni, in primis avere 63 anni di età e a 3 anni e 7 mesi dal perfezionamento della pensione di vecchiaia. La misura prevede tre diverse opzioni: La Sociale, La Volontaria e L’aziendale.

Nella Sociale il costo resta a carico dello Stato, ma servono dai 30 ai36 anni di contributi, a seconda del caso.

Per la Volontaria sono sufficienti solo 20 anni di contributi e occorrerà avere una pensione minima di 700€. In questo caso l’operazione è possibile grazie alla richiesta di prestiti bancari erogati però attraverso l’INPS. I soldi dovranno essere restituiti una volta conseguita la pensione con ammortamenti costanti e relativi interessi per i successivi 20 anni.

Nell’Aziendale, invece, il costo, per avviare il prepensionamento del lavoratore, sarà a totale carico dell’azienda.

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