Storia dei tarocchi

I Tarocchi Visconti-Sforza sono stati i primi tarocchi riconosciuti nel mondo. Risalenti circa al 1425, sono stati commissionati dalla famiglia italiana dei Visconti e in essi vengono mostrati alcuni dei membri di queste famiglie nelle scene e costumi del tempo.

Altri tarocchi nascono contemporaneamente in varie città del Nord Italia, sempre legati alle corte e ai nobili. Dopo l’invasione dei francesi, questi prendono i tarocchi e gli adattano in quelli che oggi conosciamo come i tarocchi di Marsiglia, che oggi esistono in molte versioni, ma tutte molto simili a quelli della fine del XV secolo.

Dalla Francia e Italia la conoscenza si spande e nascono in quasi tutta Europa nuove modalità, figure e carte, persino i quattro semi subiscono delle variazioni; ma in fin dei conti continuano ad essere lo stesso stile di carte e vengono sempre chiamate Tarocchi.

Forse altri tarocchi, ancora più noti di quelli di Marsiglia, sono i Tarocchi Rider o  Rider Waite. Il suo sistema distintivo è stato quello di disegnare delle immagini allegoriche in ogni Arcano Minore, visto che la maggior parte dei tarocchi riportava semplicemente i disegni delle coppe, degli ori, ecc.; come nel normale mazzo di carte, senza alcuna indicazione sul significato della carta.

Come  abbiamo visto, i primi tarocchi riconosciuti nella storia  sono quelli dei Visconti-Sforza, perché è dato di fatto che nell’Antico Egitto i sacerdoti leggevano i tarocchi, anche se erano parecchio diversi e non si presentavano come delle semplici carte.

Si hanno notizie pure in Cina ed India, della lettura dei tarocchi ad opera di indovini, ma non ci sono fonti valide.  Pure nella mitologia greca si hanno accenni delle carte, in questo caso erano le sibille che detenevano il ruolo di indovine, ma in concreto fu la Sibilla Cumana a usare delle carte per predire il futuro, ed era il vento che le mescolava…

 

 

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