Come diventare Capo Costruttore?

La parola italiana “architetto”, prende le sue origini dal termine greco “arkhitekton”, formato dalle parole “arkhi”, ossia capo, e “tekton”, costruttore. Diventare un vero e proprio “capo costruttore”, non è un’impresa semplice. Il prestigio che deriva da tale titolo è direttamente proporzionale alle responsabilità annesse. Diventa quasi retorico, a questo punto, evidenziare come questo percorso, che porta oltre 3000 persone ogni anno a qualificarsi come architetto, sia un percorso dissestato e tortuoso, che, fino alla fine, non lascia certezze sull’arrivo.

Per accedere all’esame di stato, è necessario conseguire una Laurea Magistrale (5 anni o 3+2) presso la Facoltà di Architettura o di Ingegneria Edile. Fermandosi alla Laurea Triennale in Architettura è possibile accedere soltanto alla categoria B, i cosiddetti “architetti junior”, che non possono svolgere tutti i tipi di progetti, ma sono limitati a realizzarne soltanto alcuni tipi. Una volta ottenuta la Laurea specialistica, esattamente come avviene per altre professioni, per esempio medici e avvocati, dopo aver frequentato corsi e dato esami per 5 o più anni, ci si ritrova a doverne sostenere un altro, per potere svolgere la professione. Il più importante.

L’esame di stato si divide in una parte scritta e una orale. La parte scritta comprende lo svolgimento di una prova pratica con relazione e tema. Le categorie dei temi per la prova di abilitazione comprendono, principalmente, il progetto architettonico, il recupero edilizio e il progetto urbanistico, di cui vengono richieste piante e dettagli a diverse scale, per approfondire le scelte di progettazione dei candidati. Sempre più spesso, negli ultimi anni, vengono richieste proposte progettuali in cui le caratteristiche trainanti sono i canoni di sostenibilità e il risparmio energetico. La cosa più importante è che i progetti, in fase di correzione, siano completi e attinenti al tema. E’ consigliabile quindi, anzichè perdersi in proposte difficili da gestire in termini di tempo, concentrarsi sulla semplicità e la correttezza, soprattutto per quanto riguarda le Normative fondamentali.

Dopo aver superato anche lo scoglio dell’esame di abilitazione, per diventare architetti a tutti gli effetti, non rimane che iscriversi all’ordine professionale ed entrare nell’albo. Verranno registrati, presentando domanda alla Presidenza dell’Ordine della propria provincia, oltre che nome, cognome, data di nascita e residenza, anche la data di iscrizione ed il titolo conseguito. In seguito all’iscrizione all’albo professionale, l’architetto deciderà cosa fare della propria carriera lavorativa. Lavorare presso studi di architettura, piuttosto che nell’urbanistica o nella progettazione paesaggistica, sono soltanto alcuni degli scenari possibili.

E’ importante tenere conto che si tratta di una professione da intraprendere solo se, davvero, ci si appassiona. La passione è il migliore alleato che un aspirante architetto possa avere per trovare l’aiuto e la motivazione nelle situazioni più difficili. La curiosità e la ricerca costituiscono la base di questa figura professionale, che può svolgere attività e lavorare in contesti molto diversi l’uno dall’altro, avendo la capacità, armato di squadra e matita, di migliorare lo standard qualitativo della vita di intere popolazioni.

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